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Marzo è il mese di mezzo per eccellenza. Ingresso della primavera, dal primo quella metereologica e dal 20, quest’anno, quella astrologica, ma anche memoria di un inverno che pian piano si scioglie alla luce di un sole, giorno dopo giorno, è sempre più il protagonista del nostro tempo. Marzo, il nome deriva dal dio latino della guerra e della protezione dei raccolti, è allo stesso tempo il mese dei guerrieri, dei padri e della fertilità. Il 19, Festa del Papà, si celebra San Giuseppe nella sua corporea figura di padre, così come tra i 15 e il 16 marzo, in epoca romana, si svolgevano i Baccanali, veri e propri tripudi in onore della fertilità con le antiche divinità greche Dioniso e Pan.

Tutto a marzo è una manifesta promessa di vita.

A cominciare dall’orto, in cui sbocciano Cardi, Asparagi, Carciofi, Cicorie da Crespo, conosciute a Roma col nome di Puntarelle, Songino, Ravanelli e ancora tante erbe spontanee (Tarassaco, Ortica, Grespino, Luppolo selvatico ecc.), fiori eduli e, nel sud del Paese, le prime Fragole, le Fave novelle e le Taccole. Tra le carni l’Agnello è il simbolo, sin dai tempi delle cerimonie pagane ed ebraiche, della rinascita primaverile.

Le acque di marzo, sebbene ancora fredde e turbolente, pullulano di una vita febbrile e rinascente che, sulle tavole, si trasforma in un’abbondanza di pagelli Fragolino, Occhiate, Ricciole, San Pietro, Naselli, Merluzzi, Razze, Sogliole, Seppie e Alici.

L’idea di rinascita pervade questo numero, a cominciare dai colori dei frutti tropicali e dei fiori, passando per le irresistibili golosità dei Cannelloni, antica pasta insita nel DNA degli italiani. L’Agnello è l’indiscusso principe delle carni primaverili, in tante ricette che ne esalteranno aromi e leggerezza, accompagnato in questo numero dalla raffinatezza della Quaglia, vero dono primaverile, che dal Sahara giunge sul nostro territorio intorno alla fine del mese.

Ci tufferemo poi nel Mediterraneo a caccia di Naselli, da non confondere con il merluzzo che appartiene a un’altra famiglia di pesci. Dal blu al verde immersi in un altro “mare” ma di Spinaci, declinati all’interno di un intero menu. Il colore e la vivacità della primavera passano poi attraverso il giallo dello Zafferano, in un servizio che ne svela molteplici usi, e nello sbarazzino rotolare di insolite Polpette di Salmone, Tonno, Maiale e tanto altro.

Dulcis in fundo il Tiramisù, un classico senza tempo, e tanti Dolci alle Mandorle, primo simbolo, con i fiori bianchi e rosa, della nuova stagione che avanza. Nei nostri viaggi visiteremo Caserta, col suo gastronomico gioco degli scacchi dove si affrontano il re nero, il Suino Casertano, e la regina bianca, la Mozzarella di Bufala. Quindi la floreale Sanremo, in una cucina di mare e collina tutto sapore e colore, per poi approdare a Majorca e nelle Baleari dove il mare si mischia col sole e con i toni gastronomici più intimi del Mediterraneo. Quindi è il turno della festa della donna e della festa del papà. Per i vini e i liquori scopriremo i segreti della Vernaccia di San Gimignano, bianco in un “oceano” di vini rossi, e la storia degli elisir di “spirito” italiani.

Un’esplosione di gusto nella speranza che sia primavera. Buona lettura.  

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